Le agevolazioni contributive e il rilascio della Dichiarazione Preventiva di Agevolazione (DPA)

di Andrea Musile Tanzi Odcec Piacenza

Ricordiamo brevemente, come prima cosa, che, nel corso dell’anno 2018, sono stati riconosciuti alcuni incentivi contributivi per le imprese/datori di lavoro che intendono assumere personale e in particolare:

  • i datori di lavoro del settore privato, che intendono assumere con contratto a tutele crescenti i giovani fino ai 35 anni, potranno usufruire di un esonero parziale – pari al 50 per cento – dei complessivi contributi previdenziali. Tale esonero potrà essere usufruito nel limite massimo di importo pari ad € 3.000,00 su base annua (con esclusione dei contributi sui premi Inail) e per un totale di 36 mesi (negli anni 2019 e 2020 tali agevolazioni riguarderanno i giovani che non avranno ancora compiuto i 30 anni di età).

Tali agevolazioni riguardano, però, solo rapporti di lavoro instaurati a tempo indeterminato, sempre per agevolare forme stabili di lavoro. La caratteristica particolare è che, qualora il lavoratore – per cui sia stato solo parzialmente fruito l’esonero – venga riassunto, il nuovo datore di lavoro potrà continuare a beneficiare della decontribuzione per il periodo residuo anche se il requisito anagrafico sia stato superato.

Anche per gli apprendisti che siano stati mantenuti in forza al termine del periodo di formazione, dopo il 31 dicembre 2017, è previsto l’esonero contributivo, ma solo per un periodo massimo di dodici mesi e nel limite massimo di € 3.000,00 su base annua. È, però, requisito indispensabile che il lavoratore non abbia compiuto il trentesimo anno di età alla data di prosecuzione.

  • datori di lavoro che, senza esservi tenuti, assumano a tempo pieno ed indeterminato soggetti beneficiari della Naspi: l’ammontare di tale beneficio è pari, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, ad un contributo mensile del 20% dell’indennità mensile di Naspi residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore.
  • datori di lavoro che assumano a tempo determinato, anche in somministrazione, lavoratori di età pari o superiore a 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi: per tali assunzioni è prevista la riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per la durata di 12 mesi.

Nel caso in cui il contratto di lavoro a termine (sopracitato) venisse successivamente trasformato a tempo indeterminato, al datore di lavoro spetterebbe una riduzione contributiva fino al 18° mese dalla data di assunzione; nel caso in cui l’assunzione venisse, invece, effettuata fin dall’inizio con contratto di lavoro a tempo indeterminato, la riduzione dei contributi spetterebbe subito per un periodo di 18 mesi dalla data di assunzione.

  • datori di lavoro che assumono donne di qualsiasi età (ovunque residenti) e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi: è previsto uno sgravio contributivo pari al 50% dei contributi dovuti dal datore di lavoro. Tale beneficio è concesso per un massimo di 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato, prolungato a 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato. Come al punto precedente l’agevolazione è riconosciuta subito per 18 mesi in caso di assunzione diretta a tempo indeterminato.

Sulla base di quanto sopracitato, è indispensabile ricordare che la Legge 27/12/2006 n.296 ha stabilito che, a decorrere dal 01/07/2007, i benefici normativi e contributivi previsti in materia di lavoro sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali”.

Ciò significa che, in caso di mancanza del Durc (oppure non in corso di validità), o di un Durc non regolare (mancato o errato pagamento dei contributi Inps, Inail, Cassa Edile), il datore di lavoro non potrà accedere ad alcuna agevolazione contributiva tra quelle sopracitate.

Per facilitare il controllo di tale regolarità contributiva, l’Inps, dal 09/07/2018, ha messo a disposizione sul portale dell’Istituto una nuova funzionalità (all’interno dell’applicazione Diresco) denominata “DPA” (Dichiarazione Preventiva di Agevolazione) che consentirà all’azienda/datore di lavoro di verificare mensilmente la situazione contributiva/assicurativa senza dover richiedere ogni volta un nuovo Durc.

Attraverso l’accesso a tale procedura, mediante l’inserimento della matricola Inps della società intenzionata ad usufruire di uno dei sopracitati sgravi contributivi, il sistema, in modo automatizzato, verificherà la regolarità della posizione contributiva e questo anche nel caso in cui il datore di lavoro/società fosse in possesso di più posizioni contributive (cioè, se fossero presenti più matricole Inps, inserendo una posizione, il sistema verificherà la regolarità di tutte le altre posizioni collegate).

La facilitazione di tale procedura consiste nel fatto che, se l’agevolazione avesse una durata, ad esempio, di 36 mesi (come potrebbe essere nel caso di assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35), non sarebbe necessario effettuare mensilmente una nuova domanda, ma impostando, a priori, il numero di mesi per cui si vuole usufruire del beneficio, il sistema automaticamente verificherà la regolarità per tutto il periodo, inviando, inoltre, un messaggio di avviso nel caso in cui per una o più mensilità la posizione non risultasse regolare, invitando l’azienda a provvedere a sanare la situazione per poter, così, continuare ad usufruire delle agevolazioni.

Si precisa, infine, che, solo nel caso in cui, terminato il periodo di agevolazione oggetto di considerazione, l’azienda volesse usufruire di un nuovo sgravio, allora, solo in quel momento, sarà necessario presentare una nuova domanda di DPA inserendo la nuova agevolazione di cui si intende usufruire e il numero di mesi: in tal caso si attiverà una nuova procedura automatica che verificherà mese per mese ancora la regolarità della contribuzione per i mesi oggetto di interesse, invitando la società, in caso di inadempienza, a regolarizzare; in caso in cui la società non regolarizzasse la posizione contributiva, l’Istituto provvederà al recupero delle somme indebitamente usufruite.

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